Nuoto in acque libere: guida alla scelta della muta da triathlon.

ivan/ Maggio 19, 2020/ Gare/ 0 comments

Considerati il periodo attuale, l’imminente riaperture delle piscine e (si spera) un’estate “quasi” normale, torno a parlavi di nuoto in acque libere e, in particolare, di come orientarsi nella scelta della muta da triathlon. Uno dei prodotti che tutti i triatleti si trovano a dover scegliere fin da subito, infatti, è proprio la muta. Quasi tutte le gare ne prevedono l’utilizzo che, di base, è consentito quando la temperatura dell’acqua è al di sotto certi limiti, definiti secondo tabelle che tengono conto anche della distanza e delle condizioni ambientali (temperatura dell’aria in rapporto a quella dell’acqua).

La muta da triathlon rappresenta un grande aiuto per chi è meno avvezzo al nuoto in acque libere e a quello in generale, perché l’aiuto dato dal galleggiamento e dalla sicurezza mentale di nuotare con qualcosa che permetta un sostegno migliore, è sicuramente importante per ottenere risultati migliori in termini cronometrici, soprattutto per chi è meno tecnico. In proporzione, il guadagno maggiore sarà quindi per chi è meno nuotatore. Un buon nuotatore può guadagnare dai 2 a 4 secondi ogni 100 m indossando la muta. Un nuotatore poco confidente con la tecnica può arrivare a guadagnarne oltre 10 sulla stessa distanza. In proporzione, la differenza sul tempo totale non è molta, ma si nota nei distacchi in gara che sono più contenuti quando si indossa il neoprene.

Il budget nella scelta della muta da triathlon

Il budget a propria disposizione è certamente uno dei fattori da cosiderare nella scelta della muta da triathlon. Qual è il livello a cui si deve aspirare? Solo prestativo? Solo qualitativo? Solo tecnico? Solo economico? Oppure un mix? Sul mercato esistono mute da triathlon (o nuoto) dal costo variabile, a partire da circa 200 € per le più economiche fino a oltre 1000 € per le top di gamma.

In base alla mia esperienza, utilizzando il budget come riferimento, una muta da triathlon per il nuoto in acque libere si può distinguere in 3 fasce:

  • Base: fino a 350 €
  • Intermedia: da 350 a 600 €
  • Top: oltre i 600 €

Il budget, però, non è il solo fattore da cui dipende la scelta della muta da triathon; anche l’utilizzo che se ne fa, infatti, rientra tra gli aspetti da valutare. Anche in questo caso mi sento di proporre una suddivisione per per macrocategorie, semplificando certamente, ma con la consapevolezza di essere il più chiaro possibile nel darvi un’idea di come orientarsi. Poi è ovvio che la scelta è soggettiva e può dipendere da altri fattori ancora. Vediamo le due macrocategorie che ho evidenziato.

Il budget è uno tra gli aspetti da considerare nella scelta di una muta da triathlon.

Allenamento amatoriale, nuotate frequenti al lago/mare, gare senza ambizioni agonistiche

Se il vostro è un allenamento amatoriale o se nuotate di frequente al lago o in mare nei periodi più freddi, oppure gareggiate ma senza troppe ambizioni agonistiche, allora è sufficiente una muta da triathlon base che vi garantisca un’ottima protezione dalla temperatura, un buon galleggiamento e meno rischi di danni accidentali al materiale.

Generalmente questa gamma di mute utilizza un neoprene di livello leggermente inferiore a quelle più costose, ma sono comunque ottime se si cerca protezione dal freddo e un buon livello di galleggiamento, se siete agli inizi o non avete grosse pretese tecniche vi permetteranno di nuotare bene spendendo una cifra adeguata. Inoltre il materiale con cui sono fatte garantisce maggiore resistenza all’usura e ai danni accidentali, per cui se ne fate uso assiduo per allenamenti sono consigliate, alcuni le usano come “muletto”, lasciando il modello più costoso solo per le gare.

Gare e/o allenamento di livello medio e gare brevi di livello alto

Quando invece parliamo di gare e/o allenamento di livello medio e gare brevi di livello alto, la scelta della muta da triathlon comprende una gamma di prodotti dal costo già più sostenuto che si caratterizza per un buon livello di neoprene che spesso è lo stesso usato nei prodotti di fascia top. Questa tipologia di muta permette un galleggiamento e movimento delle braccia ottimi. Rispetto alla gamma superiore ci sono meno accorgimenti tecnici e un confezionamento meno sofisticato con i pannelli posizionati diversamente in base alle scelte tecniche del produttore, quindi gli spessori sono diversi in base alle varie zone della muta. Questo comporta un buon livello prestativo e maggiore comfort rispetto alle muta base.

Chi sono i destinatari? Questa tipologia di muta da triathlon è adatta a chi ricerca un buon compromesso tra qualità e prezzo, oppure a chi gareggia principalmente su distanze corte (max 1500 m) e vuole una buona prestazione senza spese eccessive.

Alta prestazione per gare di qualsiasi distanza e/o allenamento di livello medio alto

Se invece siete tra quelli che ricercano un’alta prestazione per gare di qualsiasi distanza e/o per un allenamento di livello medio alto, la cosiddetta alta gamma prevede un range di mute che può variare molto anche nel prezzo (fino a 1500 € e oltre), ma generalmente quasi tutte le aziende si posizionano tra i 600 € e gli 800 euro. Al di sopra di questo tetto ci sono alcuni prodotti più costosi che, a volte, credo sia eccessivo rispetto alla reale qualità.

Una muta da triathlon di alta gamma è un prodotto curato nella qualità del neoprene con inserimento di pannelli anche di qualità diverse per garantire comfort, flessibilità e prestazione. Il costo è superiore proprio per la lavorazione e per i materiali utilizzati in maniera più complessa rispetto alle gamme inferiori. Alcune aziende propongono anche modelli diversificati per tipologia di distanza e utilizzo, sinceramente non ho mai testato le differenze così bene, ma ritengo questi dettagli rilevanti solo se si è alla ricerca di un “marginal gain” che però non mi sento di dare per certo. La scelta della migliore muta da triathlon per il nuoto in acque libere, oltre per chi non ha limiti di budget, può essere consigliata a chi affronta gare lunghe dove è necessario avere il massimo feeling con la muta e, ovviamente, a chi cerca la massima prestazione.

La tipologia di allenamento o di gara di triathlon o nuoto in acque libere è un fattore da considerare nella scelta di una muta da triathlon.
Ph: Greg Lecoeur

La misura della muta da triathlon

Nella scelta della misura della muta da triathlon, i marchi produttori prevedono una tabella delle taglie generalmente differenziata per range di peso e altezza. Il consiglio è sempre quello di dare priorità al peso per valutare la propria taglia ideale, e solo in seconda battuta considerare l’altezza.

La muta da triathlon deve calzare in maniera adeguata, come un guanto. Non deve essere né troppo abbondante – in quanto ci sarebbe la possibilità che entri troppa acqua durante la nuotata – né al tempo stesso troppo stretta da limitare i movimenti. Per un triatleta alle prime armi, indossare la muta da triathlon per la prima volta provoca la percezione di essere troppo costretti all’interno della stessa. Questa sensazione è normale, e se la misura è corretta, svanisce quando si entra in acqua e si fanno le prime bracciate. È importante, almeno le prime volte, verificare di aver indossato correttamente la muta.

In caso di incertezza sulla propria misura, il mio consiglio è di optare per la taglia superiore rispetto al limite del range proposto dalle tabelle. Soprattutto per i meno esperti, perché una muta da triathlon troppo stretta può essere estremamente svantaggiosa.

Come indossare la muta da triathlon

Indossare la muta da triathlon è una procedura che richiede un po’ di pazienza. Prima di una gara prendetevi sempre il tempo necessario per questa operazione. Io cerco sempre di stare in un luogo fresco e riparato dal sole, perché il sudore non permette di eseguire questa operazione al meglio.

Il consiglio è di tenere un paio di calzini ai piedi oppure di utilizzare un sacchettino di cellophane; questo permette di infilare molto più facilmente i piedi. Ricordatevi sempre di tirare la muta dall’interno della stessa, onde evitare di danneggiare il neoprene sulla parte esterna, la più delicata. Una volta indossata la muta fino all’altezza delle caviglie, gradualmente la si porta fino ad altezza vita. Essendo un prodotto molto elastico è fondamentale agire in maniera graduale tirandola verso l’alto a piccoli tratti. In parole semplici, se cercate di infilare la gamba tirando dall’altezza della vita non ci riuscirete mai, perché il materiale si allunga molto.

Verificate di avere indossato la muta da triathlon al meglio, all’altezza del cavallo e della vita, dopo di che procedete infilando prima un braccio e poi l’altro facendo sempre attenzione a tirare gradualmente il materiale utilizzando i polpastrelli delle dita o tirando dalla parte interna del neoprene. Una volta infilate le braccia non dovete far altro che aggiustare al meglio la muta sulle spalle e procedere alla chiusura posteriore. Dopo questa operazione sarà importante eseguire alcune rotazioni delle spalle e cercare di sistemare meglio i punti dove sentite di avere qualche problemino di vestibilità. L’ingresso in acqua vi aiuterà nel compito finale di avere la muta calzata a pennello.

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